conosci te stesso

Conosci te stesso” è la formula incisa sul frontone del tempio di Delfi. Ma chi è questo te stesso che bisogna conoscere? Il suo carattere, le sue debolezze, i suoi pregi? Niente affatto; questa conoscenza è necessaria certamente, ma bisogna spingersi oltre. Conoscersi significa conoscere i diversi corpi di cui siamo composti (fisico, eterico, astrale, mentale, causale, buddhico e atmico), conoscere i Maestri che ci guidano e i loro insegnamenti. Conoscersi significa entrare in connessione profonda con gli antichi insegnamenti delle Sacre Scritture. Ebbene di tutto questo si sa poco o nulla. Non sappiamo cosa esiste nelle anse profonde del nostro essere, che cosa desideriamo, ciò di cui abbiamo bisogno, ciò che speriamo e ciò che ci manca a livello di anima. Non sappiamo chi sia questo “te stesso”, lo confondiamo spesso con il corpo fisico, gli procuriamo cibo, vestiti, agi e piaceri senza accorgerci che questo non è quello che chiede il nostro vero Sé.

Le soddisfazioni puramente materiali e fisiche non hanno mai reso l’essere umano più felice o più soddisfatto.

Solo quando comincia ad essere se stesso in alto per lui diviene finalmente possibile vivere nello splendore. Se gli Iniziati dell’antichità hanno tanto insistito su questo punto “conoscere se stessi” è perché tale conoscenza offre grandi possibilità di avanzamento, di progresso e di riuscita. Fintanto che non si conoscono le esigenze del proprio Sé superiore si dà sempre tutto al corpo fisico, mentre l’anima e lo spirito divorati dalla fame e dalla sete, soffocano e muoiono.

Siamo così continuamente depressi e tormentati …

Tuttavia molti uomini non credono all’esistenza di altri corpi, di quintessenze spirituali e di insegnamenti alchemici. Si va fieri della nostra cultura, delle nostre lauree, delle nostre conoscenze di ciò che possiamo vedere e toccare e spesso si ci schernisce di chi va oltre tutto ciò …

È meglio non crogiolarsi nell’orgoglio e nella presunzione.

Jung affermava: “ Mi accorgo sempre più che ben poca attenzione è dedicata all’essenza dell’uomo ed assisto al divenire nevrotici di tante persone, solo perché ci si è accontentati di risposte inadeguate o sbagliate ai problemi della vita … le persone cercano la posizione, la reputazione, il successo esteriore ed il denaro, e rimangono infelici e nevrotici, anche quando hanno ottenuto ciò che cercavano”…

“Conosci te stesso” … tutta la scienza, tutta la saggezza si cela in questa frase: conoscersi, ritrovarsi, la fusione del sé inferiore con quello Superiore. Il simbolo dell’Iniziato che è riuscito a ritrovarsi è il serpente che si morde la coda. Il serpente che striscia sulla terra è una linea sinuosa che è limitata, mentre quando si morde la coda diventa un cerchio e il cerchio è l’infinito, è lo spazio senza confini, è l’eternità. L’uomo che è riuscito a realizzare il simbolo del cerchio accede al mondo in cui non vi sono più limiti, in cui non vi è più separazione tra ciò che sta in alto e ciò che sta in basso. Tutte le sue virtù, tutte le sue potenze e ricchezze che il vero Sé possiede sono state trasferite al sé inferiore. Il piccolo e il grande formano un tutt’uno e l’uomo ascende al divino.

Il lavoro Alchemico di trasmutazione è un lavoro profondo che richiede tempo. Occorre innanzi tutto attirare a noi quelle quintessenze dei mondi spirituali attraverso la meditazione. La meditazione è un atto fondamentale, direi vitale (come respirare) per sostenerci nel cammino evolutivo dell’anima e dello spirito.

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