Nel corso della sua crescita, da neonato ad adulto, l’individuo sviluppa gradualmente la capacità di percepire i sapori. Forse però non tutti sanno che con la lingua e il palato noi siamo in grado di percepire solo quattro sapori: dolce, salato, amaro e acido. Tutto il resto dipende dalla percezione olfattiva! Basta, infatti, pensare a quando abbiamo il raffreddore o il naso chiuso: non riusciamo a distinguere i sapori e perdiamo il gusto di mangiare! Il primo sapore che percepiamo appena nati è il dolce: con la punta della lingua il neonato entra in contatto con il capezzolo della mamma e comincia a succhiare il latte che, anche se in modo molto delicato, possiede un sapore dolce. Questo è il motivo per cui il dolce viene associato a livello psicologico all’amore, agli affetti e al bisogno di coccole, perché ogni volta che entriamo in contatto con questo sapore siamo rimandati, in modo inconscio, al calore, alla vicinanza, alla sicurezza e alla “dolcezza” della mamma. Durante il periodo in cui comincia a gattonare, a muoversi per il mondo in maniera per la prima volta più indipendente, il bambino sviluppa la percezione del sapore salato. Simbolicamente il salato rimanda alla curiosità, alla creatività, alla voglia di esplorare. La percezione del sapore amaro compare solo più tardi, tra gli otto e i nove anni per le femmine e attorno ai dieci – undici per i maschi. In campo fitoterapico è stato dimostrato che le piante amarognole sono particolarmente adatte a livello epatico in quanto stimolano le funzioni del fegato. A livello psicologico l’emozione legata al fegato è il coraggio. Il sapore acido viene generalmente considerato complementare agli altri. In caso di abuso di alimenti acidi ci si potrebbe trovare di fronte ad un caso di autolesionismo o vittimismo.