“La vita è un germe, un germe è vita”. Louis Pasteur

“Il terreno è tutto, il germe è niente”. Antoine Béchamp

Che cosa è ?

Comunemente la chiamiamo flora intestinale, e ce ne prendiamo cura, nel migliore dei casi, in occasioni particolari, ad esempio dopo cicli di antibiotici. Viene considerandola come un qualcosa di inerte, secondario o accessorio. Ma è proprio così?   Gli studi più recenti rovesciano completamente tale prospettiva, focalizzando sul Microbiota un ruolo ed importanza primaria. Scoprendo inoltre un legame profondo con la salute dell’intero organismo e svelando il collegamento con il cervello e la psiche.

La flora batterica intestinale è una sorta di vero e proprio organo. E’ un super-organismo vivo, popolato da una grande varietà di organismi microbici – sia potenzialmente patogeni che simbionti – che dialogano costantemente tra loro, con i grandi sistemi del corpo e con il nostro DNA. Ed ecco allora che non si parla più di flora batterica intestinale, ma di microbiota e microbioma. Termini che indicano rispettivamente l’insieme di virus, batteri e funghi che popolano il tratto intestinale e l’insieme dei geni che appartengono al microbiota.

Dimmi che batteri hai e ti dirò come sei

«Oggi si stima che l’uomo ospiti un numero di microrganismi superiore di 10 volte quello delle sue cellule, di questi la maggior parte, forse il 99%, si trova nell’intestino» –  racconta Antonio Morandi, Neurologo esperto in Medicina Ayurvedica. «Un’analisi metagenomica ha identificato nell’intestino umano oltre 3 milioni di geni, 150 volte i geni della specie umana, appartenenti a circa 500-1000 specie di microrganismi diversi identificati.

Organismo umano e microbioma

La convivenza fra l’organismo umano ed il microbioma è quindi molto stretta, intima e praticamente indissolubile. L’ assetto genetico e le caratteristiche metaboliche complessive dell’uomo possono essere considerati come un “sovra-organismo” umano, un aggregato quindi dei sistemi umano e microbico. Il microbioma esprime quelle caratteristiche che non derivano dall’evoluzione del solo essere umano. E’ responsabile di effetti che influenzano profondamente il suo equilibrio fisico e mentale. La sua alterazione patologica – sia nella composizione che nel metabolismo microbico – e la sua interazione con il sistema immunitario, endocrino e nervoso sono correlati a un’ampia gamma di malattie, quali sindromi infiammatorie intestinali, tumori e persino disturbi psichiatrici».

Studi scientifici e ricerca

A fare luce sul legame microbioma e salute mentale – uno degli ambiti di ricerca più affascinanti e complessi oggi in microbiologia – e depressione in particolare, è un recentissimo studio pubblicato su Nature Microbiology, condotto dalla prestigiosa Università di Leuven in Belgio. Attraverso un’analisi condotta su due gruppi di pazienti, i ricercatori sono riusciti a correlare la presenza e la rilevanza di determinati tipi di batteri con la qualità della vita, capendone lo stato di salute fisica e psichica. È stato inoltre dimostrato che la salute e le predisposizioni a diverse malattie non trasmissibili nell’uomo, dipendono proprio dal genoma microbico. Nonché la risposta immunitaria in relazione a variazioni del microbioma, che ne influenza la composizione in una complessa relazione bidirezionale.

Quanto conosciamo la fisiologia umana?

È legittimo affermare, alla luce di questi studi, che la comprensione della fisiologia umana è incompleta senza la conoscenza del metagenoma, o genoma complessivo umano e microbiomico. La “scoperta” del microbioma rappresenta una vera rivoluzione per la medicina moderna. La costringe a considerare l’essere umano come unico nel suo stato di salute e malattia, ed a comprendere come la risposta a cure e a variazioni ambientali e alimentari differiscano da persona a persona».

Relazioni ed interconnessioni organiche

Il microbioma è in continuo dialogo con tutti i sistemi del nostro corpo. La visione integrata, integrale e olistica dell’individuo e dei processi di diagnosi e cura viene oggi avvalorata dalla ricerca sul microbioma. Nell’ultimo decennio ha conosciuto uno sviluppo straordinario. Tra queste relazioni, una tra le più affascinanti è certamente quella tra intestino e cervello. «“Asse intestino-cervello” –è il nome che è stato dato ai legami nervosi che fanno da tramite tra questi due organi e che fanno sì che noi viviamo come un essere umano. Una entità-unità che, in un costante equilibrio ed interscambio, è impegnata ad armonizzare stimoli provenienti dalla mente e dalla Coscienza, dall’ambiente e dal corpo.

Intestino e fibre neuronali

L’intestino contiene milioni di cellule e fibre neuronali che costituiscono un vero e proprio sistema nervoso autonomo. Indipendentemente dal sistema nervoso centrale, per esempio, promuove la contrazione intestinale e secerne enzimi digestivi. Nella parte inferiore delle cellule epiteliali dell’intestino, ossia quella rivolta verso il sangue, si trovano i nervi. Tali nervi attraversando le cellule assorbono le informazioni di quello che accade “al di sopra”, nella mucosa e nell’interno dell’intestino.

Cervello e coordinazione

Il cervello coordina quindi tutti i segnali provenienti dalla pancia e li lega ed elabora con sentimenti, ricordi, idee e immaginazioni. Sono dei processi plastici che si imprimono, ma che possono anche cambiare. Dal cervello i riflessi ritornano di nuovo nell’intestino, avendo a disposizione una gerarchia di archi riflessi spinali che collegano l’intestino con i diversi livelli del corpo in anelli di retroazione. Il sistema nervoso autonomo, il sistema nervoso enterico e il sistema nervoso centrale, lavorano dunque in sinergia affinché noi possiamo rimaniamo sempre un essere umano. In tutto ciò hanno un ruolo sia le fibre nervose, ossia le appendici delle cellule nervose, che il modo in cui queste si connettono ai gangli e anche lo stato di alimentazione dei nervi, che a sua volta dipende dalla nostra alimentazione.

Un esempio pratico: nutrienti e comunicazione

Facciamo un esempio: le cellule nervose, per il loro metabolismo, hanno assoluto bisogno della vitamina B12 e dell’acido folico. Entrambi, vengono formati dagli alimenti con l’aiuto dei batteri intestinali. Si! proprio quei batteri intestinali che fanno parte del microbiota. Immaginate quindi se quest’ultimi fossero carenti o squilibrati, che cosa accadrebbe? Si esatto! Avremmo una carenza, che già minima, di questi oligo elementi è causa di un approvvigionamento insufficiente ai nervi. Si avrà quindi una  ripercussione sotto forma di debolezza nervosa nell’intesa pancia-cervello-pancia.

Affinché le cellule nervose siano quanto meno in grado di trasmettere gli impulsi ad altre cellule è necessaria una corretta, stabile e chiara comunicazione.

Oltre i neurotrasmettitori, piccole molecole che che veicolano le informazioni fra i neuroni, vi sono anche i grandi messaggeri, che li controllano, inibendo o favorendo la loro azione. Questi cotrasmettitori sono noti da poco tempo e sono ancora in fase di studio. Provvedono a una regolazione sottile dei neurotrasmettitori, e possono dunque cambiare lo stimolo, farlo cessare o cambiare il grado di eccitazione, anche per lungo tempo. Influenzano l’attenzione, il comportamento, il ritmo del sonno, la fame e la sete. E, per di più, tutti i cotrasmettitori finora conosciuti si trovano anche nell’intestino».

Che cosa significa tutto questo?

L’essere umano nella sua totalità viene informato sui processi che avvengono nell’intestino. Nessun cibo, nessuna bibita e nessun medicinale o altra sostanza riesce a passare “inosservata” attraverso il nostro corpo. Allo stesso modo ogni emozione, ricordo, immagine, pensiero arriva alla nostra pancia e da qui “ritorna” al corpo passando per il sistema immunitario, endocrino e nervoso. In un concerto di rimandi e connessioni a cascata, che apre scenari veramente affascinanti nella comprensione dell’enigma uomo. Si potrebbe definire un complesso sistema di bio-feedback che comunica costantemente con se stesso, ambiente interno e con l’ambiente esterno, da cui viene influenzato e che ha sua volta può influenzare.

Il microbiota è sostanzialmente la base della Vita.

I ricercatori hanno effettuato esperimenti di laboratorio sui topi. Hanno eliminato totalmente la flora batterica (cavie germ free), causando una decisa recessione del sistema immunitario, un ipofunzionamento che ha portato inevitabilmente alla morte dell’animale !

Come avviene la colonizzazione del microbioma ?

La sua composizione è unica. La colonizzazione dell’organismo da parte dei batteri avviene a partire dalla nascita, ma secondo recenti studi a partire dalla fecondazione. Il primo discrimine nella sua formazione è un parto cesareo o naturale, con il relativo passaggio nel canale vaginale. Il neonato quindi è da subito esposto a popolazioni microbiche materne e ambientali, che iniziano la colonizzazione dell’intestino. Nel primo anno di vita dell’essere umano il tratto intestinale viene popolato da un numero di specie microbiche che varia tra 500 e 1000.

Assetto definitivo e modificazione

L’assetto definitivo del microbioma si stabilizza dopo lo svezzamento e caratterizzerà permanentemente l’individuo adulto. In seguito il microbioma viene plasmato att